L’ultima intervista di Licio Gelli: rivelazioni clamorose

All’epoca Licio Gelli aveva 92 anni e dimostrava di essere ancora molto lucido e in salute, tuttavia restio a concedere interviste per le televisioni italiane; l’espediente per intervistarlo era stato fingere di volerla condurre per poi venderla negli Stati Uniti. Ed ecco il Venerabile dire di sì, lasciandosi riprendere in video nella sua Villa Wanda, casa che poi lo ha accolto negli ultimissimi istanti di vita.
Giulio Andreotti
Giulio Andreotti

Tanti non so, non ricordo, non voglio ricordare e la memoria che va alle colazioni con Giulio Andreotti e Francesco Cossiga («conoscevo entrambi allo stesso modo») condite di scambi di pareri, consigli, amabili conversazioni. Tutto ciò aveva condito i commenti di Licio Gelli durante quell’intervista. Eppure aveva esordito mettendo le cose in chiaro: «Il capo della P2 ero io». E già lì sembrava che qualcosa in più, rispetto alle notizie di cui si dispone oggi, potesse venire fuori. La speranza era stata incoraggiata soprattutto in merito alsequestro di Aldo Moro. Incalzato sul punto aveva concesso quello che sembrava essere unicamente il suo pensiero personale, neanche fosse stato un estraneo totale ad una vicenda così drammatica per l’Italia.

 

Aldo Moro
Il ritrovamento del cadavere di Aldo Moro

Il Paese avrebbe invece scoperto nel 1981 che vari militari delle Forze dell’ordine intervenuti nella vicenda Moro erano parte della coperta Loggia Propaganda 2, in una lista di 962 nomi rinvenuti proprio a Villa Wanda, lì giungendo sulla scia del filone investigativo legato al finto sequestro Michele Sindona seguito dalla magistratura milanese.
Con aria distaccata Licio Gelli aveva fatto sapere come la pensava sulla vicenda. «Secondo me Aldo Moro fu portato a 100-150 metri da via Fani, in uno di quei garage sotterranei e lì tenuto per una decina di giorni». Questo nell’attesa, a detta di Gelli, che l’allarme potesse trovare un’attenuazione per poi spostare più comodamente Moro da un posto all’altro. Eppure, uno dei tratti più interessanti dell’intervista aveva visto lo stesso Gelli fare non poche allusioni, tra l’altro piuttosto esplicite, alla presenza di uomini dei servizi segreti a via Fani negli istanti cruciali legati al sequestro da parte delle Brigate Rosse quel 16 marzo 1978.

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *